Disabilità, dal 1° marzo 2026 nuova estensione della riforma: cosa cambia e quale ruolo per il Patronato ENASC
A cura di Giovanni Firera, Presidente regionale Unsic del Piemonte
Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione della riforma sulla disabilità compie un ulteriore passo avanti: altre quaranta province italiane entreranno nel nuovo sistema di accertamento previsto dal Decreto Legislativo 3 maggio 2024 n.62. Si tratta di una fase decisiva verso l’uniformità delle procedure su scala nazionale. La riforma introduce criteri aggiornati e modalità diverse di valutazione della condizione di disabilità, con una “valutazione di base” unica affidata direttamente all’INPS. Questo comporta cambiamenti concreti per:
- chi deve richiedere:il riconoscimento dell’invalidità civile;
- l’indennità di accompagnamento;
- lo stato di handicap ai sensi della Legge 104/1992.
Resta fermo un punto importante: tutte le domande presentate entro il 28 febbraio 2026 continueranno a essere esaminate secondo la normativa precedente fino alla conclusione dell’iter.
La nuova procedura: il certificato sostituisce la domanda
La novità più significativa riguarda l’avvio del procedimento. Non sarà più necessaria la tradizionale domanda amministrativa: il percorso inizierà con la trasmissione telematica all’INPS del nuovo certificato medico introduttivo, inviato da un medico certificatore.
L’invio del certificato segnerà anche la decorrenza dell’eventuale prestazione economica, che partirà dal primo giorno del mese successivo alla trasmissione.
Dal 1° marzo 2026 i certificati redatti con le vecchie modalità ma non ancora utilizzati non saranno più validi;l’accertamento potrà essere avviato esclusivamente tramite il nuovo certificato medico introduttivo.
Per chi risiede o è domiciliato nelle nuove quaranta province coinvolte, i certificati redatti entro il 28 febbraio 2026 resteranno utilizzabili solo se la domanda sarà presentata entro la stessa data.
Dove si applicherà la riforma
Dal 1° marzo 2026 la riforma sarà operativa in ulteriori quaranta province, tra cui Torino, Milano, Roma, Bologna, Venezia, Verona, Cagliari, Catania e molte altre, ampliando significativamente la platea territoriale già interessata dalla fase sperimentale.
La sperimentazione era partita il 1° gennaio 2025 in nove province pilota, per poi estendersi dal 30 settembre 2025 ad altre nove realtà provinciali. Nella Regione Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento l’attuazione avverrà nel rispetto degli statuti speciali, mantenendo temporaneamente la disciplina vigente.
Il ruolo del Patronato ENASC
In questo nuovo quadro normativo diventa centrale l’assistenza qualificata ai cittadini.
Il Patronato ENASC, promosso dall’UNSIC, opera a livello nazionale e territoriale per la tutela dei diritti previdenziali e assistenziali di lavoratori, pensionati e famiglie.
In particolare, nell’ambito della riforma della disabilità, il Patronato ENASC:
- assiste nella verifica della corretta trasmissione del certificato medico introduttivo;
- supporta nella raccolta e nell’invio dei dati socioeconomici richiesti dall’INPS;
- segue il cittadino durante tutto l’iter di accertamento;
- tutela i diritti in caso di ritardi, integrazioni documentali o eventuali ricorsi.
La sua presenza capillare sul territorio consente di offrire consulenza personalizzata e accompagnamento continuo, evitando errori procedurali che potrebbero rallentare o compromettere il riconoscimento delle prestazioni.

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